Perché gli uomini bisogna sceglierli come si fa con i cani

Ieri sera, tra un prosecco e una ribolla, sulle tanto chic quanto scomode sedie del Chiosco di Piazza Mentana, mentre con un occhio guardavo la mia interlocutrice e con l’altro controllavo che quello stronzo del Ludo non facesse la sua apparizione tra le vaschette di noccioline e i taglieri di tartine come ogni giovedì, ecco in mezzo a tutto questo, sono venuta a conoscenza di una grande verità.
Ad illuminarmi un’amica di mia madre, ma anche un po’ amica mia adesso che quando le scappa un’allusione al sesso può ricorrere alla tempestiva giustificazione “tanto ormai sei grande” senza sentirsi troppo in colpa. Avevamo appena finito di occuparci del resoconto della mia vita sentimentale e ci stavamo per spostare verso il dove-vai-in-vacanza quando ecco che lei mi dice:
“Perché vedi, Carlotta, ricorda: gli uomini bisogna sceglierli come si fa con i cani”
“Come scusa?”
“Come si fa con i cani. Quando lo scegli devi guardare i genitori. Tu lo vorrai ti piacerà tantissimo, vorrai tenerlo e ti sembrerà stupendo ma è ovvio stai guardando un cucciolo! Non farti fregare solo perché scodinzola. E’ quando crescono il problema… Ma per capire come diventerà da grande come si fa? Si osservano i suoi genitori! Non guardare la mamma O il papà ma la mamma E il papà: prenderà il peggio di ognuno di loro. Mi raccomando, fidati.”

E, mentre nella mia mente si definiva in un attimo l’immagine di un fidanzato da caccia, baffi e barba incolta, pelo ruvido e magari un Barbour quando piove, non ho potuto che pensare a quel paraculo di mio padre che a mia madre i suoi genitori li ha presentati… dopo che lei aveva accettato di sposarlo.

 

 

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