#libriperlevacanze – Capitolo 1 – Natura amica

In un agosto che ho deciso sarà votato alla lettura (sto cercando di recuperare il tempo perso durante l’inverno e sono a un ritmo di circa un libro ogni due giorni) ecco due titoli interessanti per questa pausa estiva. Ciò che li accomuna è la presenza di una natura che allinea il suo stato a quello di chi si occupa di lei. La salute di alberi, foglie e piante diviene il termometro della serenità di chi coltiva. Non è un caso che coltivare in latino colere abbia anche il significato di attendere con premura e quindi rispettare, venerare, abitare.

buona lettura!

 

Divorare il cielo – Paolo Giordano

Teresa e Bern capiscono in uno sguardo che i loro percorsi saranno destinati ad incrociarsi, ma prima dei diciotto anni si usa sottovalutare i sentimenti così come tutte le altre forze universali.  La campagna pugliese intorno a Speziale fa da cornice a un romanzo che ti fa conoscere piano piano i suoi protagonisti, ti accompagna a sbirciare nelle loro vite, ti fa innervosire davanti a certi loro comportamenti per poi farteli perdonare senza troppi indugi. Si cresce, si sbaglia ma alla fine forse la forza degli umani, quelli divenuti adulti, è proprio quella di accettare il fatto che le cose non vanno sempre come si avrebbe desiderato che andassero. E la vera vittoria è capire che è giusto così.

Consigliato: a chi non si spaventa davanti a una prosa “speciale” (Paolo Giordano non è propriamente un sempliciotto della narrativa contemporanea); a chi non ha passato un inverno facile e ha bisogno di rimettere in ordine le sue priorità prima di ripartire a settembre con una nuova concretezza.

Voto: 9

 

Faremo Foresta – Ilaria Bernardini

Anna deve affrontare la fine di un matrimonio e un figlio, Nico a cui spiegare cosa sta succedendo tra la sua mamma e il suo papà. Maria dopo essere stata male e aver rischiato di non poterlo raccontare, affronta tutti i cambiamenti che la vita le impone con la sua semplicità ma non senza paure. Sono queste due donne a diventare alleate tanto indispensabili quanto inconsapevoli nella ricerca di quella cosa che prima sembrava così ovvia e così facile, ora così irraggiungibile: la felicità. Ed è attraverso la cura di un terrazzo disastrato quasi quanto i cuori delle due protagoniste e di tutte le metafore che questo giardinaggio emotivo comporta che piano piano sarà possibile capire che essere felici non è un traguardo ma l’atto di prendersi cura di qualcuno, prima di tutto di se stessi.

Consigliato: a chi ha bisogno di una motivazione in più per decidere di prendersi cura del proprio terrazzo, a chi tende a sottostimare la propria fortuna dandola per scontata, a chi negli ultimi tempi ha trascurato il proprio cuore.

Voto 7

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