Kit di sopravvivenza per rientri difficili: i buoni propositi

28 agosto. Dopo un primo giorno di lavoro con tanto di trasferta a Forlì torno in ufficio a Milano, riapro le mail ed ecco che lo stomaco si accartoccia come in un pugno, il respiro si fa sempre più affannoso e la salivazione smette di esistere. Non so se ce la faccio.

Rivoglio il mare, lo voglio adesso e lo voglio illuminato dal sole che nella mia settimana a Pantelleria ha timidamente fatto capolino solo un paio di volte. Solo io posso andare a Pantelleria ad agosto e trovare una settimana di pioggia, credo mi meriterei almeno un paio di giorni di bonus sulla sdraio, magari addirittura tre.

Non mi è mai capitato di sentirmi così. A vacanze finite, di solito, non vedo l’ora di rimettermi in pista, di rivedere gli amici e di iscrivermi all’ennesima palestra di crosspilatesboxe di cui mi stuferò entro un paio di mesi. Ma quest’anno no, l’unico istinto è quello di scappare lontano, di rimandare a tutti i costi l’incontro con le responsabilità e le scadenze. Non mi sento pronta per questo settembre (e a dirla tutta neanche per ottobre, novembre e dicembre).

Come mai? Non lo so, forse non mi sento veramente riposata. Forse ho talmente tante cose da fare da non riuscire a decidere quale incombenza affrontare per prima. Quello che è certo è in questo stato non resisterò molto senza farmi venire un esaurimento nervoso. Sono davvero diventata una di quelle sfigate che vivono in funzione delle vacanze, manco fossero al liceo? No, dai.

Ed ecco che mi viene in soccorso un pizzico di istinto di sopravvivenza che, insieme alla mia passione ossessivo-compulsiva per le liste di cose da fare, mi ricorda che al mal-da-rientro la soluzione è solo una: soffocare le ansie ricoprendole di buoni propositi.

 

Ecco i dieci obiettivi per i prossimi mesi con i quali tento di distogliere il mio neurone dal farsi prendere dal panico, quali sono i vostri?

1) Mangiare più spesso a casa

e magari imparare a cucinare qualcosa di nuovo, scegliere cibi più sani e… fare meno aperitivi.

 

2) Controllare veramente le spese

impostando un file excel ad hoc, programmando il risparmio in maniera intelligente. È arrivata anche per te l’ora di diventare adulta Carlotta, non hai davvero bisogno di un’altra gonna ma di un conto in banca solido.

 

3) Leggere di più

e convincere gli altri a farlo. Non esistono persone a cui non piace leggere: esistono persone che hanno letto i libri sbagliati.

 

4) Aggiornare con regolarità LaCotoletta

un po’ perché mi diverte, un po’ perché scrivere è la migliore terapia. E quando non lo faccio ne sento la mancanza.

 

5) Avere più pazienza

da sempre sono la principessa della reazione impulsiva ma negli ultimi tempi le circostanze mi hanno insegnato che si viene premiati se si impara ad aspettare. E che a volte se si subisce un’ingiustizia non serve infervorarsi, il karma sa benissimo fare il suo lavoro anche senza che alziamo la voce.

 

6) Ricominciare a fare yoga seriamente

per combattere il mal di schiena e perché (dopo il primo mese di bestemmie ad ogni pratica) fa davvero stare meglio anche la nostra testolina.

 

7) Parlare con gli sconosciuti

le nuove conoscenze portano sorrisi e un volto felice stimola le interazioni. La vita è decisamente troppo breve per trascorrerla con il broncio che mi ha contraddistinta fino ad oggi.

 

8) Essere più ordinata

missione (quasi) impossibile per una casinara cronica come me. Ma quanto sono soddisfatta quando mi scopro capace di organizzare i costumi lavati in una scatolina appositamente adibita o di mantenere separati dal resto dell’armadio i miei outfit da palestra.

 

9) Vedere posti nuovi

Provare nuovi localini a Milano invece di ghettizzarmi tra Brera e piazza Mentana, ma anche esplorare angoli di mondo lasciati da parte negli scorsi mesi a favore di una stupida pigra sedentarietà (soon on La Cotoletta: Pantelleria e Monferrato mon amour, ma conto di estendere le mie esplorazioni anche su scala internazionale)

 

10) Liberarmi del superfluo

ovvero imparare a fare piazza pulita (senza troppi indugi) delle cose… ma soprattutto delle persone inutili.

 

 

Buon rientro!

 

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