O nessuno o tutti insieme

Ho passato anni a cercare di individuare almeno una regola che potesse valere in campo sentimentale. Con tutte le mie forze cercavo di fissare nella mia labile mente un postulato che fosse efficace a prescindere dalle caratteristiche e dai gusti dell’individuo che mi stava offrendo l’aperitivo. Mi avrebbe davvero fatto comodo sapere di avere pronto nella manica un atteggiamento, una parola, un paio di scarpe con cui andare “sul sicuro”, un modo infallibile per rialzare il livello di interesse dell’altro nei miei confronti ogni volta che fosse servito.

Ebbene, non l’ho trovato.

Ad alcune persone devi stare accanto costantemente se no non si sentono coinvolte, altre si infatuano di te solo se non rispondi al telefono. Qualcuno rifugge lo scontro e non vuole sostenerlo, qualcun altro (tipo, per esempio, me) non vede l’ora di litigare e di avere un motivo per poi fare pace.

Anni di baci, uscite, telefonate ma, soprattutto, di rotture mi hanno portata a capire che l’unica regola che vale in amore è che non ci sono regole.

O forse una c’è. La vita sentimentale di tutti, per quanto diversi, si articola come un’alternanza più o meno netta tra periodi in cui si è impegnati in uscite e vita mondana e quelli in cui si resta a casa accompagnati da un corredo che prevede telecomando, copertina sguardo fisso su un Whatsapp in cui gli unici messaggi ricevuti sono quelli del gruppo famiglia.

Poi qualcuno vi chiede di uscire e voi, seppure titubanti, magari a tratti ancora traumatizzati dalla condotta dell’ultimo a cui avevate concesso la possibilità di riservarvi attenzioni, accettate.

La prima uscita va bene, la seconda pure, magari ne arriva una terza. Ed ecco il momento di svolta, quello in cui improvvisamente, mentre vi si sta stampando in faccia il sorrisetto compiaciuto di chi sa di interessare a qualcuno di interessante, che il telefono squilla.

Messaggio: tipo random mezzo fantasma del passato che vi aveva mollate semplicemente volatizzandosi ha deciso di tornare sui suoi passi e vorrebbe tanto rivedervi. Non fate neanche in tempo a screenshottare la prova di questo esilarante momento da mandare alle amiche che il ragazzo che andava a scuola con il vostro collega, quello che avevate incrociato l’altro giorno mentre bevevate una birra insieme, vi ha trovate su Instagram e vorrebbe portarvi a cena.

Rispondete con la leggerezza di chi sa di avere altro da fare e con la stessa lampante serenità decidete di andare a farvi un drink in quel bar dove andate sempre tra l’uscita dall’ufficio e la pizza con le amiche. Ebbene al bancone ad aspettarvi c’è quel tipino carino con cui i contatti si sono sempre limitati allo scroccarvi qualche sigaretta, quello che se ne va sempre a braccetto con una biondina diversa. Peccato che stasera anche lui decida di comportarsi come se vi foste improvvisamente reincarnate nel corpo della sua donna dei sogni.

La mia domanda è: perché? Dove erano tutti quando ero single? È una specie di prova per vedere se mi merito di avere qualcuno accanto o se mando tutto a ramengo prima ancora di cominciare? Ma, soprattutto, cosa mi sarà successo di così eclatante da cambiarmi in maniera radicale e rendermi così improvvisamente desiderabile? Gli uomini sono forse come i cani e sentono l’odore degli altri quando mi si avvicinano?

La risposta è arrivata da un mio saggio collega che, subendosi le mie fintissime lagne (alla vita da figa potrei tranquillamente facilmente farci l’abitudine) mi ha semplicemente fatto notare che quando usciamo con qualcuno, consciamente e non, torniamo a dedicare al nostro aspetto delle attenzioni di cui non godeva da tempo, ricominciamo a sentirci sicure del nostro corpo e, nel caso in cui non lo fossimo ancora totalmente, siamo fortemente stimolate a migliorarci.

Ma, soprattutto, con quel sorrisetto compiaciuto siamo decisamente più belle.

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