Mors tua vita mea

È capitato che incontrassi una fanciulla, di quelle carine e sempre sfacciatamente sorridenti, vestite di capi griffati arraffati addosso con l’apparente casualità padroneggiata da chi ha sfogliato più Condé Nast che Sellerio, purtroppo.

Una ragazza carina, con un accento particolare e un atteggiamento rilassato fatto di birrette al bancone e discorsi pour parler. Una di quelle che dichiara di non truccarsi e non curarsi ma in realtà nella borsa cela almeno un contorno occhi di Sisley, semplicemente non ha mai voluto imparare come ci si pettina.

È capitato anche di constatare che la ragazza in questione avesse solo un obiettivo in testa che no, non era accoppiarsi con qualcuno, bensì farsi quello che tu avevi appena indicato come carino per provarti che lei era meglio di te. Contando che solo a Milano siamo oltre un milione e trecentomila di cui la metà donne, la ragazza deve avere un personal assistant a gestirle l’impegno di dimostrare a se stessa e agli altri la sua supremazia sulle altre femmine nonché, fatemelo dire, una bella vita di merda.

Ma non siamo qui per parlare di questo. Perché se vuoi essere stronza con me, che ho gli artigli in vista a duecento metri, che davanti al tuo indossare capi che ti stanno di merda assumo con fierezza un’espressione di inequivocabile perplessità mista a schifo, nessun problema anzi fai bene. Ma se decidi di prendertela con qualcuno che non può difendersi e che per farti bella decidi di ridicolizzare, magari assicurandoti di avere davanti a un pubblico di maschi, ebbene cara non hai capito come se si sta al mondo. E se quando te lo faccio notare assumi un’espressione seccata e mi rispondi che “hai avuto tanti problemi nella tua vita e che mica ti puoi preoccupare degli altri altrimenti non sopravvivi” ti auguro di avere bisogno di qualcuno tra qualche anno e di vedere se le menti superiori che ti sei portata a letto saranno lì a porgerti una spalla, un braccio ma soprattutto a metterti a disposizione la loro spiccata sensibilità quando ogni tua cellula griderà aiuto.

Perché la prima cosa che ti insegnano le disgrazie della vita è di non sottovalutare rapporti e amicizie, mai. Sono le persone di cui ti sei preso cura a farti vivere.

Ma tu sei morta dentro.

 

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